mercoledì 13 dicembre 2017

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 37 - Atomic Rooster: Italian Tour 1971-1972


PREMESSA
Archeologia del rock, cari amici. Sono di scena i grandi Atomic Rooster, una band che ho amato e seguito sin dai loro esordi. Lo spunto per questo corposo post me lo ha fornito ancora una volta l'amico Osel, che ci ha regalato un inedito concerto del 1972, registrato al Bobo Club 2000 di Modena. 

Fondatori del cosiddetto "dark progressive", gli Atomic Rooster si formano nel lontano 1969 (l'anno del gallo - rooster - secondo il calendario cinese). Il primo nucleo comprende il tastierista Vincent Crane e il batterista Carl Palmer, entrambi reduci dai Crazy World di Arthur Brown. Con l'ingresso del bassista Nick Graham il trio entra in sala di registrazione nel 1970 per incidere l'omonimo primo album. Questa line up durerà pochissimo. Iniziano i cambi di formazione (una delle loro caratteristiche, causa i disturbi caratteriali di Crane) e nel 1971, anno di grazia della band, registrano il capolavoro "Death Walks Behind You" e  il 45 giri Tomorrow's Night che si piazzeranno entrambi nei Top 20 inglesi. Nel mese di agosto viene pubblicato un altro LP, "In Hearing of Atomic Rooster", con l'innesto del cantante Pete French.  Nel 1972 la formazione vede un nuovo cambio ed entra l'ex Colosseum Chris Farlowe, con la sua voce tuonante. Seguirà una svolta più melodica e orientata al funk con gli album "Made in England" (1972) e "Nice 'N Greasy" (1973).

La prima formazione degli Atomic Rooster nel 1970
Giunti al declino, gli Atomic Rooster concluderanno in modo indegno la loro carriera, tra l'altro proprio in Italia, dove Vincent Crane scapperà con la cassa al termine del tour promozionale di "Nice 'N Greasy". Negli anni '80 Crane tenterà la resurrezione di Lazzaro, con una riesumazione, senza storia, degli Atomic Rooster. Vincent Crane scomparirà il 14 febbraio 1989.

Piccola curiosità: nel 2016, previo permesso da parte della vedova di Crane, una nuova formazione degli Atomic Rooster, comprendente due membri storici quali Pete French e Steve Bolton, è riapparsa sulle scene per una serie di concerti. L'ultimo al Rock Festival di Cambridge il 6 agosto di quest'anno. Bontà loro.

Atomic Rooster - Live in Milan, August or September 1971


TRACKLIST:

01. Breakthrough 
02. Death Walks Behind You 
03. A  Spoonful of Bromide Helps the Pulse Rate Go Down 
04. Black Snake / ??? >> Sleeping For Years >> ??? 
05. Tomorrow Night 
06. Gershatzer 
07. Devil's Answer 


LINE UP
Vincent Crane - organ, piano, bass pedals
Pete French - vocals, percussion
Ric Parnell - drums, percussion
Steve Bolton - guitar


Erroneamente datato 8 gennaio 1972, questo concerto si è tenuto a Milano verosimilmente ad agosto o a settembre del 1971. Il lacunoso tour dates degli AR non lo cita nemmeno, così come molte altre date dei tour italiani. Lo collocherei quasi certamente in uno di questi due mesi per una serie di ragioni: 1) il tour supportava la pubblicazione dell'album "In Hearing Of Atomic Rooster", uscito nell'agosto 1971; 2) da ottobre 1971 a febbraio 1972 il gruppo si ridusse a trio, a seguito della defezione del cantante Pete French; 3) Chris Farlowe entrerà nella formazione a marzo 1972 per restarvi fino al marzo 1974; 4) agli inizi dell'agosto 1971 il batterista Paul Hammond e il chitarrista John Du Cann abbandonarono la formazione per formare i Daemon lasciando il posto a Ric Parnell e Steve Bolton; 5) sul finire del 1971 il gruppi si imbarcò per un lungo tour negli States e in Canada.
Questo è dunque uno dei primissimi concerti nella nuova formazione.

La registrazione è discreta ed è contenuta in un solo file della durata di 60 minuti. Il concerto si apre con Breakthrough, prima traccia del nuovo disco, per proseguire con la storica Death Walks Behind You, dall'omonimo album del 1970. Seguono altre due tracce dal nuovo lavoro. Black Snake è in medley con  Sleeping for Years. Non potevano mancare i due grandi successi Tomorrow Night (da "Death Walks", pubblicato anche come singolo) e Devil's Answer (45 giri del 1971 che arrivò al 4° posto nelle classifiche inglesi). Tra i due brani appare una bella versione di Gershatzer, brano di chiusura di "Death Walks". 


Link 


FIRST TIME ON THE WEB

Atomic Rooster - Live in Modena, Bobo Club 2000, June 1972


TRACKLIST:

01. Breakthrough
02. Save Me
03. A  Spoonful of Bromide Helps the Pulse Rate Go Down
04. Black Snake 
05. Stand By Me
06. Devil's Answer
07. Gershatzer


LINE UP

Vincent Crane: organ, piano, bass pedals
Ric Parnell: drums, percussion
Steve Bolton: guitar
Chris Farlowe: vocals


Anche questo rarissimo concerto, proveniente dagli archivi di Osel, non viene menzionato nel tour dates degli Atomic Rooster. E' la prima volta in assoluto che vede la luce sul web. Così lo ricorda Osel: "Era il mese di giugno, non ho la data precisa. Ricordo che ci andammo in autostop e il concerto si tenne nel pomeriggio. Al termine riuscii anche a parlare con Chris Farlowe. Il concerto fu breve, come capitava spesso all'epoca, ma molto intenso, Vincent Crane all'Hammond aveva uno stile unico!".

Il concerto propone in anteprima un brano che apparirà su "Made in England" (pubblicato nel mese di ottobre, cioè tre mesi dopo la performance di Modena), ovvero Stand By Me, nonché Save Me, che uscirà nel novembre 1972 come lato A di un 45 giri. Il resto della scaletta comprende brani già proposti nel concerto del 1971. A parte Chris Farlowe, con il suo inconfondibile timbro, la formazione non è mutata rispetto al concerto di Milano del 1971. La qualità della registrazione è discreta e le sette tracce sono separate.



Atomic Rooster - Live in Milan, 31 October 1972


TRACKLIST:

01. Stand by Me 
02. Vug 
03. People You Can't Trust 
04. Devil's Answer 
05. Gershatzer 
06. Tomorrow Night 
07. Breakthrough 


LINE UP

Vincent Crane: organ, piano, bass pedals
Ric Parnell: drums, percussion
Steve Bolton: guitar
Chris Farlowe: vocals


Ed eccoci all'ultimo concerto di questa eccezionale trilogia, unica data menzionata nel tour dates della band (miracolo!). Siamo ancora a Milano (luogo sconosciuto) il 31 ottobre 1972. Stessa formazione, ma una tracklist parzialmente rivista. "Made in England" era appena stato pubblicato, ma solo due tracce vengono proposte dal vivo: Stand By Me e People You Can Trust. Degno di menzione il ripescaggio di Vug, da "Death Walks". La qualità della registrazione è appena discreta. Il concerto è su un file unico della durata di 49 minuti.  




Annotazioni finali. Gli Atomic Rooster torneranno in Italia nel 1973, ospiti di due grandi raduni pop, il Pop Festival di Re Nudo (che ebbe luogo il 17 giugno 1973 ad Albavilla) e il celebre Be-In di Napoli, ampiamente documentato sulla Stratosfera (qui). Nel 1974, ma non vi sono certezze né testimonianze al riguardo, faranno un altro breve tour italiano per la promozione di "Nice'n'Greasy". Torneranno l'anno successivo, il 18 settembre 1975, a Pozzuoli, nella Pineta di Licola, per la Festa Nazionale, al fianco di Osanna, Battiato, Napoli Centrale, Alan Sorrenti e molti altri. Infine, nella nuova edizione creata da Crane negli anni '80, suoneranno ancora una volta in Italia, al Teatro Massimo di Genova, il 16 febbraio 1982.

Con questo è proprio tutto. Vi saluto con il consueto buon ascolto. 


Post by George, music by George & Osel, covers of Live Milan 1972 by Danilo

domenica 10 dicembre 2017

Serie "Catto Prog" n. 12 - Controcorrente - 1979 - Controcorrente (vinyl)


TRACKLIST:

01. Controcorrente
02. L'amico
03. Un nuovo giorno
04. Se volo con lo sguardo
05. Inno
06. E' l'amore
07. Hai mai visto?
08. Prigioniero d'amore
09. La voce
10. Tu!


FORMAZIONE

Massimo Ruggeri - voce solista, piano, organo, synth, violino, viola
Roberto Pilloni - voce, basso, chitarra
Sandro Scoccia - voce, percussioni
con
Luciano Ridolfi, Franco Nocera - voce, violino
Marco Carpita - violino
Aldo Gallozzi, Carmelo D'Antone - percussioni
Carlo Salvoni - voce



Questo è un piccolo post di passaggio, un "postino", come la chiamo io, nell'attesa di ultimare qualcosa di di più laborioso che ancora giace tra le bozze. Premetto che di questo gruppo e del loro eponimo unico LP ne so pochissimo. L'album, pubblicato dall'etichetta EUN Records e mai ristampato in CD, da alcuni (vedi Discogs) viene attribuito al suo "leader", il cantante e polistrumentista Massimo Ruggeri (che è anche autore dei testi). Sempre nel 1979 "Controcorrente venne pubblicato anche su musicassetta.


Peccato non saperne di più. I 10 brano sono assolutamente godibili e spaziano dal soft prog (grazie ad un buon uso delle tastiere e del synth) al country (come nel brano di apertura) con  belle voci e cori. Insomma, non un capolavoro, ma certamente uh album che ha la sua dignità. Buon ascolto

Link

Post by George

giovedì 7 dicembre 2017

Ars Nova (Italy) - 2002 - Ars Nova (registrazioni studio e live dal 1974 al 1979) plus Ars Nova & Gerard (Japan)- 1999 - Keyboards Triangle

Si tratta di un post piuttosto curioso che vede come protagonisti due gruppi omonimi, anche se collocati agli antipodi. Nel vasto pianeta musicale non è cosa rara trovare due gruppi con lo stesso nome. Ebbene, in questo caso abbiamo tra le mani due Ars Nova, i primi italianissimi, i secondi (ma trattasi di un trio femminile) giapponesi (che condividono questo loro raro album con i conterranei Gerard). Per la cronaca mentre il primo disco esce dai miei cassetti, il secondo è un omaggio del nostro impareggiabile amico Osel. 

Le ragioni per cui ho deciso di postare anche l'album delle due band giapponesi risiedono nel fatto che ben tre delle sette cover presenti, appartengono a gruppi prog italiani.

From George archives

Ars Nova - 2002 - Ars Nova
(registrazioni studio e live 1974-1979)


TRACKLIST:

01. Introduzione
02. Immagine onirica di un amore al quarzo
03. Museo
04. Caligola
05. Sogna
06. Messalina
07. Katia e il protettore
08. Felicità
09. Messalina moderna
10. I sogni di una star
11. La mia vita


MUSICISTI:

Stefano Piergiovanni - basso
Amedeo Scacco - batteria (5)
Stefano Falcone - batteria (1, da 8 a 11)
Stefano Riccioni - batteria (da 2 a 4, 6,7)
Pietro Eugeni - chitarra (da 2 a 10)
Romano Carboni - chitarra (1, 11)
Pasquale Del Duca - tastiere (1, 11)
Riccardo Gnerucci - tastiere (1, da 9 a 11)
Silvano Melgiovanni - tastiere (5)
Luigi Piergiovanni - voce, tastiere


Scopiazzo quanto riportato da Augusto Croce sulla sua bibbia Italian Prog, circa la stringata biografia degli Ars Nova. Si tratta di un quartetto romano formatosi nel 1974 dai fratelli Piergiovanni, provenienti dalla Cassa del Comune Accordo. Ebbero l'opportunità di incidere solamente due 45 giri, Who Are You Kidding? / A Virgin case nel 1977 e Due corpi in armonia / Moquette nel 1978, entrambi pubblicati dall'etichetta Mia. Solo nel 2002 la Mellow renderà loro giustizia pubblicando un CD contenente tracce inedite in studio e live comprese tra il 1974 e il 1979.  I brani degli esordi, specie quelli live, sono di stampo progressive, mentre con il passare degli anni gli Ars Nova hanno optato per un genere pop, decisamente più annacquato e commerciale. Il CD ne è una testimonianza. Dopo alcuni cambi di formazioni, il gruppo si è sciolto definitivamente nel 1980. Attualmente - si legge ancora su Italian Prog - Luigi Piergiovanni è ancora nel settore discografico attraverso l'etichetta indie Interbeat, di cui era titolare con il fratello Stefano, scomparso nel 2001. 



From Osel archives 

Ars Nova & Gerard - 1999 - Keyboards Triangle 


TRACKLIST:

01. Gerard  - Toccata  (Emerson, Lake & Palmer)  7:37  
02. Ars Nova - Birds Medley: Bourrée-First Avenue-King Bird (Trace)  7:50  
03. Gerard - La conquista della posizione eretta (Banco del Mutuo Soccorso)  8:23  
04. Ars Nova  - Epilogo (Il Balletto di Bronzo)  6:18  
05. Gerard - Catherine Parr  (Rick Wakeman)  6:23  
06. Ars Nova - Tarkus  (Emerson, Lake & Palmer)  12:17  
07. Gerard - Four Holes In The Ground  (Premiata Forneria Marconi)  6:06  


ARS NOVA - LINE UP

Keyboards – Keiko Kumagai, Mika Nakajima
Drums - Akiko Takahashi
Bass - Kyoko Kanazawa (track 4), Noburo Nakajima (track 2) 


GERARD - LINE UP

Keyboards - Toshio Egawa
Drums –  Masuhiro Goto 
Bass – Atsushi Hasegawa  


Questo raro CD intitolato "Keyboards Triangle" venne pubblicato in Francia (etichetta Musea) e in Russia (dalla G&P Essential Music) nel 1999 e mai più ristampato. I protagonisti sono due gruppi progressive rock giapponesi, in formazione a trio, le Ars Nova trio femminile) e i Gerard (trio maschile), che si dividono, quasi equamente secondo una logica di genere, le sette tracce presenti sull'album. Le cover vogliono essere un tributo ai gruppi - a loro modo di vedere - più significativi nel panorama del progressive, in cui domina l'uso delle tastiere. E' un piacere vedere riconosciuti gli indiscussi meriti del Banco del Mutuo Soccorso, Balletto di Bronzo e PFM al fianco di "mostri sacri" quali Emerson, Lake & Palmer, Rick Wakeman e Trace. Non so se vi ricordate di questi ultimi: erano una band classic prog olandese fondata dai due Van Der Linden, Rick degli Ekseption e Pierre dei Focus, con all'attivo tre album dal 1974 al 1976. Per dovizia di particolari ricordo che le cover del Banco e del Balletto erano già apparse nel cofanetto tributo "Zarathustra's Revenge" del 1991. 
Non è album "made in Italy", lo so, ma è una buona occasione per riascoltare dei grandi classici del passato, suonati peraltro in modo impeccabile. 
Buon ascolto.


Gerard
Ars Nova 

Post by George - Music by George & Osel

martedì 5 dicembre 2017

Luis Bacalov e Giovanni Tommaso - 1979 - Sincretic 1



TRACKLIST :

1 Tangosaìn
 2 Tristies
3 Gabo
4 Puente a 6-8
5 Ebonysation


Mi ha molto meravigliato, ma sia detto senza alcuna vena polemica, il non vedere nella StratoSfera alcun cenno né tantomeno tributo al Maestro Luis Bacalov che qualche settimana fa ci ha lasciati all’età di 84 anni in quel di Roma. Un genio a 360 gradi, noto ai più per le innumerevoli colonne sonore, ove l’apice fu raggiunto col conseguimento del Premio Oscar nel 1996 per le musiche de "Il postino". Non voglio tediare, citando tutti gli altri film nei quali ha accompagnato le scene con i suoi tappeti musicali, bastino i registi che hanno avuto l’onore di impreziosire le proprie opere con le note del maestro, argentino di nascita ma italiano di adozione: Petri, Damiani, Zampa, Fellini e persino Pier Paolo Pasolini.

 Per noi, progster di razza, il Maestro lasciò il suo imprescindibile sigillo in tre lavori, tre colonne sonore (seppur la terza particolare) che credo, senza rischiare di essere accusato di semplicismo, io possa dichiarare a noi ben note: il "Concerto Grosso n.1" dei New Trolls, del 1971, per il film "La vittima designata", la colonna sonora del film "Milano Calibro 9" degli Osanna del 1972 ed infine "Contaminazione" de Il Rovescio della Medaglia nel 1973, pseudo colonna sonora di un immaginario lavoro cinematografico mai realizzato. Sempre per i New Trolls mise mano anche ai due successivi "Concerto Grosso n.2" del 1976 e, ahimè, "Concerto Grosso n.3" del 2014. Credo che il sottoscritto nulla possa aggiungere di quanto a voi amici già noto sui lavori qui sopra citati: se ne avete tempo e voglia, potete ascoltare la puntata di "From Genesis to revelation" del 20 Novembre dedicata a Bacalov e a questi lavori (qui il podcast).


Nel mio piccolo, ho voluto dedicare un ricordo al mestro, e così ho estratto dalla mia libreria questo lavoro del 1979, che vede Bacalov accompagnato da una nostra vecchia conoscenza, quel Giovanni Tommaso che credo non abbia bisogno di alcuna presentazione: come in quella famosa pubblicità di Tino Scotti (per noi non più giovanissimi): “Basta la parola!”, ovvero il Perigeo.

Mi preme sottolineare che ci troviamo di fronte ad un lavoro non proprio in linea con i nostri abituali stilemi, in quanto trattasi di Jazz. Nel libro di Francesco Mirenzi del 1997 "Rock Progressivo Italiano" (ed. Castelvecchi) Bacalov dichiarava: “Allora studiare il pianoforte per fare una carriera da virtuoso e allo stesso tempo frequentare gli ambienti di jazz e lavorare nella musica leggera per guadagnarsi la vita non era una cosa unica. C’erano tanti giovani per i quali queste separazioni non erano così nette. Era soprattutto un atteggiamento di apertura, perché se lavorare nella musica leggera significava sopravvivere, a frequentare il jazz non si guadagna niente”. Questo accadeva agli inizi della sua carriera, infatti ritengo questo lavoro una sorta di divertissement, da ascoltare anche da parte nostra con un approccio, diciamo così, easy e non particolarmente severo, considerando l’ambito nel quale stiamo pubblicando questo "Sincretic 1".


Poiché mi reputo davvero ignorante sul genere, mi permetto di riportare le note dell’autore
per quanto riguarda i 5 brani, note presenti sul retro di copertina :

"A proposito di titoli ed altro

Puente a 6/8 è una scommessa sulle possibilità di amalgama di alcune forme musicali
tradizionali provenienti dall’America Latina e dall’Africa. Queste musiche sono assai ricche
di accenti ritmici e tutte possono scriversi in notazione occidentale usando come unità di
misura il 6/8 (sei crome)…oppure il 3/4 o 3/4 + 6/8 a scelta del suonatore. Sul come e sul perché si devono scrivere in un modo o in un altro, c’è ancora chi polemizza, ma per fortuna i pezzi si sono salvati da questo “annegamento di fiume d’inchiostro”. A proposito, non è detto che la scommessa sia stata vinta.
L’”Ebony Concert” fu scritto da Igor Strawinsky per l’orchestra di Woody Herman nell’anno
1945 e inciso subito dopo da questa jazz band (nel ’44 il compositore aveva scritto sempre
per jazz band lo “Scherzo alla russa”). Già questo fatto singolare di sincretismo culturale “fa
sognare” (“fait rever”). Penso soprattutto a chi in generale ci fa ascoltare musica colta “dal
vivo” (a proposito com’è che nessuno suona Gershwin nei concerti? Sarà di cattivo gusto…).
Con Giovanni ci siamo divertiti ad effettuare un ripescaggio di certi materiali presenti
nell’Ebony Concert che secondo noi sono di matrice popolare nera (blues, marcette ecc.)
per ricreare con questo materiale quelli che chiamerei “schemi per variazioni”. Salvo certi appuntamenti fissi, pochi per la verità, il tutto viene di volta in volta improvvisato su questi “schemi per variazioni” secondo la tradizione dell’improvvisazione Jazzistica. E basta per Ebonysation.
Erdosain è un personaggio ricorrente in certi romanzi di Roberto Arlt, grande scittore
argentino. Io volevo chiamare il pezzo “TangArlt”, ma mi è suonato meglio, chissà perché, il
finale Sain (più buono di tango?). E’ probabile che in questo pezzo sia musicalmente esplicita l’idea generale che sta alla base di Sincretic 1 (percussione free su e nel ”tango”…?!).
Il “triste” è una forma musicale del folk argentino; il pezzo suonato da noi, nella seconda
parte, rimanda a queste musiche “tristi”. In più, i brandelli melodici presenti
nell’introduzione e nel finale si basano su scale musicali di negri, ebrei, indios. Basterà a
giustificare Tristies?
Gabo, pezzo che cavalca la negritudine dei Caraibi e del jazz, è anche soprattutto il nomignolo di Gabriel Garcia Marquez (“Cent’anni di solitudine”, “L’autunno del patriarca” ecc.). Gabo è nato nelle terre dove si suonano ballenatos e cumbias, ricordi ossessivi e ricorrenti di Gabo pezzo e di Gabo uomo.
Luis Bacalov"

Sempre sul retro di copertina, di fianco alla qui sopra disamina del Maestro Argentino, è presente un bell’articolo a nome di Nino De Rose, concedetemi di non riportarvelo, provate voi ad ingrandire eventualmente l’immagine per leggerne il contenuto. E’ tutto. Buon ascolto e questa volta un nuovo augurio di Buona Vita a Voi tutti. Frank-One



Post by Frank-One with a little Captain's help

sabato 2 dicembre 2017

Le antologie della Stratosfera vol. 38 - Margot - The "Divergo" Years: Il cammino dell'ineguaglianza (1975) - La follia (1976) - La Messa dei villani nella cattedrale degli ingegneri (1978) - vinyl

Margot nel 1961
BREVE PREMESSA
Questo post è rimasto a lungo nelle bozze, anche perché non sapevo da quale angolatura affrontarlo. Quando ho iniziato a lavorarci sopra mi sono reso conto che parlare di Margot in modo esaustivo avrebbe occupato troppo spazio col rischio di annoiarvi. E poi non amo molto le trattazioni enciclopediche. Insomma, non senza fatica, ho cercato di tracciare i tratti salienti di questa artista, proponendomi altresì di limitarmi a presentare i soli 3 dischi targati Divergo. Almeno in questo frangente ho cercato di evitare i post "a puntate". Alla fine il parto è stato decisamente lungo, con continui ripensamenti e revisioni del testo. Se vi annoierò vi prego di scusarmi fin da subito.


Margot, vero nome Margherita Galante Garrone, una tra le voci più appassionate del panorama musicale femminile, ci ha lasciati il 23 agosto di quest'anno, all'età di 76 anni. Si è parlato poco di Margot nel corso di questi ultimi anni, se no ricordandola per il suo luminoso passato, tranne negli ultimi mesi a seguito della sua scomparsa. Anche i suoi dischi non sono facili sa rintracciare sul web. Vediamo di fornire il nostro piccolo contributo a colmare la lacuna. Le ultime immagini ce la propongono nella sua casa, pieni di libri, con un teatrino di marionette nella sala, circondata da tantissimo gatti.

Come è facile evincere dal cognome, era la figlia (maggiore) del magistrato e uomo politico Carlo Galante Garrone e la nipote dello storico, Alessandro. Pochi significativi tratti per  ricordare Carlo: candidatosi come indipendente nelle liste del PCI, fu senatore dal 1968 al 1979 e deputato per una legislatura (1979-1983). Molti lo ricordano quale presidente della commissione sull'inchiesta SIFAR-De Lorenzo e per le sue battaglie a favore del divorzio e della riforma del codice penale. A Carlo Galante Garrone va anche il merito di avere denunciato il famoso "scandalo Lockeed" (i più grandi, come me, se lo ricordano bene) che si sarebbe concluso per la prima volta con il rinvio a giudizio per corruzione di alcuni ministri. Queste le gesta del padre. La piccola Margherita, che forse senza volerlo ha assorbito i valori della legalità e della giustizia trasmessi dal padre, inizia precocemente ad ascoltare e ad appassionarsi ai testi e alle musiche dei chansonnier francesi, primi fra tutti Georges Brassens (grande ispiratore anche di De André) e Boris Vian. Impara a suonare la chitarra e a reinterpretare i successi dei suoi idoli francesi.


La svolta artistica avviene grazie all'incontro con i maggiori esponenti del gruppo "Cantacronache". Letterati, poeti, musicisti, i torinesi "Cantacronache" si formano nel 1957 con lo scopo di valorizzare il mondo della canzone attraverso l'impegno sociale. Ispiratori della nutrita generazione di cantautori degli anni '60 e '70 (Tenco, De André, Guccini, De Gregori) si collocano fin da subito lontani anni luce dalla canzone melodica e di consumo italiana e dalle vetrine sanremesi per descrivere e denunciare la realtà di quei tempi, Veri e propri cronisti musicali  vengono subito emarginati e guardati con crescente sospetto dai perbenisti.

La giovane Margherita, che assume da allora il nome d'arte "Margot", condivide l'impegno sociale dei "Cantacronache" al fianco di Sergio Liberovici (che diventerà suo marito), Michele Straniero, Fausto Amodei, Mario Pogliotti, Emilio Jona e altri ancora.

I Cantacronache: da sx Srrgio Liberovici, Fausto Amodei, Michele Straniero e Margot
L'avventura dei "Cantacronache" dura una manciata di anni, dal 1957 al 1963. Wikipedia ci ricorda che l'intera collezione dei dischi e dei libri dedicati al gruppo è consultabile presso la Biblioteca Comunale delle Lame di Bologna. Su di loro è stato realizzato nel 2011 un documentario storico intitolato "Cantacronache 1958-1962: politica e protesta in musica" contenente interviste agli ex componenti e a numerosi testimoni.

Margot entra nella sala di registrazione per la prima volta nel 1961, al fianco dei "Cantacronache" Michele Straniero e Fausto Amodei, per realizzare un LP 10" intitolato "Canti della Resistenza spagnola 1939/1961". Il suo primo disco solista, quando è ancora una ragazzina diciottenne innamorata dei chansonniers francesi, è un EP datato 1961 dall'inequivocabile titolo "4 canzoni di Georges Brassenns".  Nel corso della sua carriera, seppur discontinua, collabora anche con Luigi Tenco e Giorgio Gaber. Proprio con Gaber appare in alcune trasmissioni televisive come "Canzoniere minimo". Margot ha inoltre avuto l'onore di vedere apparire note di copertina scritte da Italo Calvin sull'album di debutto. Questo suo primo 33 giri viene pubblicato nel 1963 ("Canzoni di una coppia") e contiene un brano piuttosto celebre, Le nostre domande, scritto dal poeta e critico letterario Franco Fortini, a detta dei critici il primo esempio di canzone proto femminista. La recensione di questo album la troverete sul blog "Le note di Euterpe".


La copertina del 33 giri del 1963 con le note di Italo Calvino
Dopo un periodo di relativa inattività artistica (nel frattempo è diventa mamma di Andrea Liberovici, anche lui in seguito cantautore e regista teatrale), Margot ritorna a incidere negli anni settanta, inaugurando l'etichetta Divergo di Mario De Luigi. Della Divergo, creata per promuovere musicisti "non commerciali", abbiamo già parlato in occasione di precedenti post. In questa occasione presenteremo i tre album incisi per questa etichetta dal 1975 al 1978. Non vorrei sbagliarmi ma nessuno di questi dischi è stato oggetto di ristampa, né in vinile né in CD. In ogni caso, per una approfondita lettura della biografia di Margot e per una migliore conoscenza  della sua discografia, vi rimando al sito ufficiale http://www.margotgg.it

Luigi Tenco con Margot
Margot - 1975 - Il cammino dell'ineguaglianza


TRACKLIST:

01. Précieux Jours (strumentale)  1:00
02. Errava per la foresta verde  2:27
03. Précieux Jours (strumentale)  0:26
04. Solo, ozioso, in pericolo sempre  2:38
05. Précieux Jours (strumentale)  0:24
06. Racconta lo scienziato  2:12
07. La bestia non sa della perfezione  2:40
08. Potrà esserci un uomo più forte di me?  2:45
09. Précieux Jours (strumentale)  0:22
10. L'uso del ferro e l'uso del pane  1:10
11. Occhi del popolo  2:21
12. Un tempo la ricchezza  2:50
13. Il selvaggio ozioso  2:42
14. Dalla nera tana  2:38
15. Précieux Jours (strumentale)  0:32
16. Un capo aveva detto  2:12
17. Précieux Jours (strumentale)  0:28
18. A voi la voce celeste  3:00
19. Précieux Jours  0:46


MUSICISTI

Margot - voce, chitarra
Fabio Di Stefano - chitarra
Ernesto Verardi - chitarra, chitarra 12 corde
Marco Ratti - basso
Giancarlo Barigozzi - flauto, sax
Virgilio Savona - tastiere, percussioni
Paolo Salvi - violocello


Si tratta di un concept album, formula che si ripeterà anche nei dischi successivi, basato sul tema dell'emarginazione e delle ineguaglianze, tratto dal "Discorso sull'origine e i fondamenti della diseguaglianza tra gli uomini" scritto da Jean-Jacques-Rousseau e pubblicato in Francia nel 1755. Margot fa sua la lezione di Rousseau laddove afferma che l'ineguaglianza non ha origine nella natura ma viene generata insieme alla formazione della società, divenendo illegittima e dannosa per la moralità e il benessere dell'umanità. Margot, da sempre donna battagliera, nel corso della sua vita ha sempre condannato l'ipocrisia, l'ingiustizia e la corruzione.

Nel disco interpreta le sue canzoni alla maniera dei chansonnier, prendendo le distanze dallo stile dei cantautori suoi contemporanei. Il disco è contraddistinto da ballate acustiche, dominate dalla voce calda di Margot, spesso sostenuta dalla sola chitarra. Altri brani sono musicalmente più complessi, dal sapore jazzistico, grazie alla presenza di fiati, tastiere e percussioni. Il fil rouge che lega i 19 brani è il breve inserto Précieux Jours, ora strumentale ora cantato, come nella traccia finale.

Margot - 1976 - La follia


TRACKLIST:

01. Parte I: un caso di paranoia (delirio per strategia) 
02. Parte II: un caso di malinconia


Altro concept album suddiviso in due lunghi brani, uno per ogni facciata. Può a ragione essere definito il disco più "difficile" della cantautrice torinese. Come in quello precedente gli arrangiamenti sono di Virgilio Savona. I musicisti non sono indicati. I testi sono sempre taglienti e provocatori, mentre la voce di Margot è sostenuta da una buona base ritmica composta da fiati, percussioni, chitarra e pianoforte. La prima traccia, dall'incedere marziale, con il rullare del tamburo, ci accompagna alla dolcezza della Parte II, decisamente più melodica, enfatizzata dalla presenza  del violino, del flauto e delle chitarre acustiche. Uno dei vertici della sua creatività.

Margot - 1978 - La Messa dei Villani nella Cattedrale 
degli Ingegneri


TRACKLIST:

01, Introito
02. Inno per la festa dei pietosi flagelli
03. Lettura dell'epistola
04. Antifona (ai potenti della Terra)
05. Lettura del Vangelo
06. Credo
07. Responsorio (per la festa della semina dell'orina)
08. Sanctus
09. Oremus (prima del sacrificio dell'Agnello)
10. Agnus
11. Ite Missa Est


MUSICISTI

Margot - voce (1,6,9), dulcimer (1), serraggia (4), chitarra (1,6,8,9,10,11)
Stefano Achilli - piatti (11), viola (4), violino (5,7,8,10)
Elisa Barberis - campane (5), voce (1,2,6,7,10,11)
Maurizio Belli - voce (5)
Sara Cimino - voce (2,6,7,10,11)
Daniele Bertoni - fisarmonica (2,5)
Giovanna Galante Garrone - tricheballacche (11), voce (1,2,4,6,7,10,11)
Norma Midani - voce (2,5,6,7,10,11)
Carlo Morbioli - voce (2,7,10,11)
Michele Straniero - voce (3,6,7,11)
Virgilio Savona - organo (3,6,11)
Franco Scarano - birinbao (4), bombo (11), dombra (5), percussioni (2,4,10), serraggia (1)


Registrato in diretta nella Chiesa Evangelica Valdese  di Milano, l'ultimo disco registrato per la Divergo rappresenta una decisa virata verso orizzonti folk, anche grazie alla presenza del Gruppo Strumento Concerto e all'utilizzo di numerosi strumenti tradizionali folkloristici. I testi, in parte dialettali, sono ancora una volta taglienti e irriverenti, come nella breve antifona Ai potenti della terra.

Voi
 Che contate 
 La nostra vita 
 Meno di cinque lupini
 Che possiate cagare
 Che possiate cagare
 Che possiate cagare gli intestini
 Che possiate cagare
 Che possiate cagare
 Che possiate cagare gli intestini

Prima della "Messa dei Villani" incide nello stesso anno un album pubblicato dalla Fonit Cetra dal titolo "Patriot Republican". Margot fa il suo ingresso negli anni '80 trasferendosi a Venezia, dopo il secondo matrimonio con Giovanni Morelli. Sotto il profilo artistico opta per l'attività di regista teatrale. Nel 1987 fonda il "Gran Teatrino La Fede delle Femmine" insieme a Leda Bognolo, Paola Pilla e Margherita Beato, con cui realizza spettacoli di marionette costruite da loro stesse. Troverete una serie di interessanti informazioni su questo periodo sul blog dell'amico Gaetano Lo Presti che vi invito a visitare (qui)

Margot in tempi recenti
Negli ultimi anni le è ritornata la voglia di comporre e cantare. Incide così due CD per l’editore Nota di Udine (“Margot” nel 2011 e “Il Vespero vermiglio” nel 2012) e registra un centinaio di video di sue canzoni che si possono vedere sul suo canale YouTube. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto importante sulla scena musicale italiana.

Vi lascio con un messaggio scritto dagli organizzatori del Premi Tendo, ultimo epitaffio dedicato a questa grande artista.

"..Avrebbe dovuto essere presente all'edizione 2016 della Rassegna, nella presentazione pomeridiana dedicata alla riedizione dei suoi album per la Divergo e a parlarci del suo nuovo progetto di ripresa del repertorio di Cantacronache (da lei realizzato lo scorso anno insieme a un gruppo di giovani interpreti), ma fu costretta a declinare l'invito per ragioni di salute. Sarebbe stata la sua terza volta al Tenco - le prime due furono nel 1975 e nel 1977 - e quanti in precedenza non avevano potuto ascoltarla dal vivo sarebbero rimasti sicuramente affascinati dalla sua straordinaria personalità artistica. Margot, al secolo Margherita Galante Garrone, tra le prime esponenti al femminile della canzone d'autore in Italia, si è spenta il 23 agosto a Venezia, e il Club Tenco la ricorda con grande emozione e rimpianto (fonte Musicalnews)"


Buon ascolto

Link Il cammino dell'ineguaglianza
Link La follia
Link La Messa dei Villani nella Cattedrale degli Ingegneri

Post by George